La French Tech Italy festeggia i suoi 10 anni: quale ruolo per l’uomo e l’Europa nell’era dell’IA?

Il 2 ottobre 2026, a Pi Campus, a Roma, La French Tech Italy ha celebrato dieci anni di collaborazione tra gli ecosistemi dell’innovazione francese e italiano. Una serata di anniversario incentrata sull’intelligenza artificiale, sulla sovranità digitale e su una questione centrale: quale spazio vogliamo preservare per l’uomo nel mondo di domani?

Dieci anni per creare legami, connettere imprenditori, avvicinare aziende, ricercatori, investitori e istituzioni. Dieci anni per contribuire allo sviluppo delle startup francesi in Italia e rafforzare gli scambi tra due ecosistemi complementari.

Per celebrare questa prima decade, La French Tech Italy ha scelto di guardare al futuro.

Riuniti a Pi Campus, a Roma, i partecipanti hanno esplorato una questione che va ben al di là del campo tecnologico: Quale ruolo devono svolgere l’uomo e l’Europa nell’era dell’intelligenza artificiale?

Perché l’IA non solo trasforma i nostri strumenti; interroga la nostra competitività, la nostra sovranità, il nostro rapporto con il lavoro e i valori che guideranno le società di domani.

Attraverso le interviste di Anne-Marie Descôtes, Alex Waibel, Neil D. Lawrence, Mariarosaria Taddeo, Federico Tota e Emmanuel Becker, sei prospettive complementari hanno permesso di aprire la riflessione.

FOTO DELLA SERATA

Francia, Italia, Europa: costruire insieme la prossima decade

Anne-Marie Descôtes — Ambasciatrice della Francia in Italia

L’intervento di apertura Sua Eccellenza Anne-Marie Descôtes, Ambasciatrice della Francia in Italia, ha inserito questo anniversario in una prospettiva europea: quella della cooperazione tra la Francia e l’Italia per rafforzare le capacità tecnologiche e la competitività dell’Europa.

Dopo dieci anni dedicati a avvicinare gli ecosistemi francesi e italiani, l’anniversario di La French Tech Italy è stata l’occasione per guardare al futuro della prossima decade.

Di fronte alle trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale, l’Europa deve perseguire la sua ambizione tecnologica, preservando al contempo ciò che caratterizza il suo progetto: la diversità delle sue culture, i suoi valori umanistici e la sua capacità di costruire un modello di sviluppo propriamente suo.

La cooperazione franco-italiana rappresenta un fattore di aggregazione per collegare le competenze, le imprese, la ricerca e le istituzioni, contribuendo così alla costruzione di un ecosistema europeo più forte.

L’obiettivo per il prossimo decennio: trasformare la cooperazione europea in un motore di innovazione, competitività e autonomia strategica.

La diversità europea, un vantaggio nella corsa all’IA?

Alex Waibel — Professore di informatica presso la Carnegie Mellon University e presso l’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe

Pionero dell’intelligenza artificiale applicata alla parola, al linguaggio e alla comunicazione multilingue, Alex Waibel ha aperto un dibattito su uno dei tratti più distintivi dell’Europa: la sua diversità linguistica e culturale.

Spesso considerata una fonte di frammentazione, questa diversità potrebbe diventare un vantaggio nell’era dell’IA.

Le tecnologie linguistiche consentono di superare le barriere tra le lingue, di facilitare gli scambi e di avvicinare mercati, comunità e talenti. In questo modo si aprono prospettive per un'Europa in grado di valorizzare meglio la ricchezza dei suoi ecosistemi.

Ma disporre di talenti, di ricerca di qualità e di attori culturali non basta. È necessario trasformare queste risorse in tecnologie, in imprese e in successi in grado di raggiungere un’ampia diffusione a livello mondiale.

La questione strategica: come trasformare la diversità europea in un vantaggio tecnologico ed economico concreto?

Nell’era dell’IA, cosa vogliamo ancora essere?

Neil D. Lawrence — Professore di Machine Learning presso l’Università di Cambridge e presidente di AI@Cam, autore di L'Uomo Atomico

Con Neil D. Lawrence, La riflessione si è spostata verso l’intelligenza umana e ciò che la caratterizza fondamentalmente.

Il suo libro L'Uomo Atomico interroga il nostro modo di pensare sulle relazioni tra l’uomo e la macchina, mentre i sistemi IA diventano in grado di svolgere compiti che in passato erano considerati propri dell’intelligenza umana.

Questa evoluzione ci invita a superare un approccio esclusivamente incentrato sulle capacità tecniche delle macchine.

La questione non è più solo quella di capire cosa potrà fare l’IA, ma anche di capire cosa vogliamo continuare a sviluppare, trasmettere e imparare come esseri umani.

Per le aziende, i dirigenti e i sistemi educativi, questa riflessione porta a ripensare le competenze da coltivare e il ruolo attribuito al giudizio umano nella presa di decisioni.

La sfida: non solo imparare a utilizzare l’IA, ma comprendere meglio e sviluppare le capacità umane che vogliamo preservare.

L’Europa può regolamentare l’IA mantenendo la competitività?

Mariarosaria Taddeo — Professore di etica digitale e tecnologie di difesa presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford

L’intervento di Mariarosaria Taddeo ha affrontato uno dei grandi problemi europei dell’intelligenza artificiale: conciliare innovazione, competitività, diritti e responsabilità.

L’Europa intende inserire lo sviluppo dell’IA in un contesto che protegga i diritti fondamentali e favorisca un utilizzo responsabile delle tecnologie. Allo stesso tempo, deve consentire alle sue imprese di innovare, attrarre investimenti e competere a livello internazionale.

Questa tensione solleva una questione fondamentale: è necessario opporsi a un'IA responsabile a un'IA competitiva?

La regolamentazione è una componente della risposta, ma non può sostituire la responsabilità delle aziende, dei dirigenti, dei ricercatori e delle istituzioni. Le scelte adottate nella progettazione, nello sviluppo e nell’utilizzo delle tecnologie contano altrettanto.

La fiducia potrebbe anche diventare un fattore di differenziazione per le imprese e gli ecosistemi europei, a condizione che si traduca concretamente nelle pratiche.

L’ambizione europea: rendere la responsabilità e la fiducia elementi fondamentali dell’innovazione, piuttosto che dei freni alla competitività.

Da IA che sostituisce a IA che aumenta le capacità umane

Federico Tota — Regional Sales Manager Southern Europe presso Contentsquare

Con Federico Tota, La discussione si è avvicinata al mondo quotidiano delle aziende: produttività, sviluppo dei prodotti, esperienza del cliente e organizzazione del lavoro.

L’intelligenza artificiale sta già trasformando questi diversi ambiti. Ma il suo potenziale non si limita all’automazione delle attività o alla ricerca di guadagni di produttività.

Un'altra prospettiva consiste nell'intendersi l'IA come un mezzo per aumentare le capacità umane: aiutare le squadre a analizzare, apprendere, creare e decidere in modo migliore.

Questa metodologia implica riflettere sulle competenze che le organizzazioni desiderano sviluppare, tra cui il giudizio, la creatività, l’empatia e la capacità di apprendimento.

Essa solleva anche un'importante sfida strategica per le startup e le scale-up europee. Di fronte a attori dotati di risorse finanziarie e capacità di calcolo considerevoli, la loro differenziazione può inoltre basarsi sulla qualità dei loro prodotti, sulla comprensione degli usi e sulla capacità di combinare tecnologia e intelligenza umana.

La prospettiva: passare da una logica di sostituzione a una logica di complementarità tra l’uomo e l’IA.

La sovranità digitale inizia dalle infrastrutture

Emmanuel Becker — CEO di Mediterra DataCenters

Per concludere le prospettive del panel, Emmanuel Becker, CEO di Mediterra DataCenters, ha riposto la sovranità digitale nella sua dimensione fisica.

Le discussioni sull’IA spesso si concentrano sui modelli, sui dati e sulla regolamentazione. Tuttavia, queste tecnologie si basano su infrastrutture reali: server, data center, energia, connettività e capacità di calcolo.

La sovranità tecnologica dipende quindi anche dalla capacità dell’Europa di disporre di infrastrutture digitali affidabili e di garantire l’accesso alle risorse indispensabili al funzionamento dell’IA.

Un altro aspetto è quello della sovranità regionale : avvicinare le infrastrutture e i dati dei territori e delle aziende che li producono e li utilizzano.

Questa approccio invita a considerare le infrastrutture digitali non solo come strumenti tecnologici, ma anche come potenziali strumenti di sviluppo territoriale, di resilienza economica e di sicurezza informatica.

La domanda da porsi è: è possibile parlare di sovranità nell’IA senza interrogarsi sulla localizzazione e il controllo delle infrastrutture che la rendono possibile?

Quale modello europeo per l’intelligenza artificiale?

Queste sei prospettive convergono verso una stessa interrogazione: se l’Europa non intende semplicemente replicare i modelli statunitensi o cinesi, quale modello intende costruire?

Un modello in grado di conciliare diverse ambizioni:

  • L’ambizione tecnologica e il ruolo dell’uomo, sviluppando l’IA senza rinunciare alla capacità di giudizio e di decisione delle persone.
  • La competitività e la responsabilità, Facendo sì che le aziende possano innovare, tenendo conto delle conseguenze delle proprie tecnologie.
  • L’innovazione e i valori europei, Facendo leva sulla fiducia e sulla diversità delle componenti dello sviluppo tecnologico.
  • La sovranità digitale e la resilienza territoriale, assegnando una posizione strategica alle infrastrutture, ai dati e agli ecosistemi locali.

L’obiettivo non è scegliere tra tecnologia e umanità, ma determinare come far progredire entrambe insieme.

Per raggiungere questo obiettivo, l’Europa deve poter contare su tutte le sue forze: imprenditori, start-up, aziende consolidate, ricercatori, investitori, istituzioni e decisori pubblici.

Dieci anni di French Tech Italy: costruire il futuro

Questa serata di anniversario è stata al tempo stesso una celebrazione del percorso percorso e un invito a proseguire nell’azione collettiva.

Da dieci anni La French Tech Italy contribuisce a avvicinare gli ecosistemi francesi e italiani, a facilitare gli scambi e a sostenere lo sviluppo delle imprese tecnologiche francesi in Italia.

Il prossimo decennio si apre in un ambiente profondamente trasformato dalla tecnologia dell’intelligenza artificiale. Richiede il rafforzamento delle collaborazioni, il collegamento delle competenze e il sostegno alle imprese in grado di trasformare l’innovazione in valore economico e sociale.

La questione non è quindi solo quella di capire quale posto occuperà l’Europa nella corsa mondiale all’IA. È anche quella di definire quale futuro tecnologico vogliamo costruire e quale spazio vogliamo continuare a dare all’uomo?.

Grazie ai nostri relatori, partner, sponsor, membri del board e a tutte le persone presenti a Pi Campus per aver contribuito a questa serata.

Dieci anni hanno permesso di costruire una comunità. Adesso spetta a noi costruire le prossime dieci anni.

La French Tech Italy — collegare i talenti, le imprese e l’innovazione tra la Francia e l’Italia.

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Raccolti nel 2024 (+30% rispetto al 2023). L’Italia si conferma uno degli ecosistemi più dinamici d’Europa.

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